Dal 1999 Zauberteatro, nella tradizione che caratterizza la compagnia grazie alla realizzazione di rappresentazioni “particolari” in luoghi scenici non tradizionali, “naviga” sul fiume, proponendo gli spettacoli a bordo degli antichi barchetti dei Renaioli.
Ci piace definire i nostri spettacoli sul fiume “ad impatto zero”. Per la normale vita della città, infatti, niente cambia. Le barche scivolano silenziose sul fiume e solo chi si affaccia dalla spalletta dei lungarni e dai ponti può notare, incuriosito ed affascinato, che “qualcosa” sta accadendo, là in mezzo al fiume tranquillo. Tutto intorno la scenografia naturale è rappresentata dalla città stessa, nella sua bellezza, storica, incombente che non è un “di più” allo spettacolo ma ne costituisce parte integrante a tutti gli effetti.
Abbiamo puntato, in tutti questi anni, sulla “fiorentinità”: dalla riscrittura della Commedia dantesca di Venturino Camaiti ai testi cinquecenteschi del Vespucci e del Da Verrazzano fino ad una storia legata all’alluvione di Firenze del 1966. Una scelta ovvia, in fondo, anche se in linea con quella nostra innata volontà curiosa di riscoprire testi e luoghi dimenticati che accompagna Zauberteatro da oltre vent’anni.
Per l'estate 2010 il cartellone prevede quattro repliche de “La Divina Commedia: oratorio burlesco”, in scena, anzi in acqua, da dodici anni e sempre gradita e richiesta dal pubblico, e ben otto serate di “Del risciacquar la toga in Arno” spettacolo nato l'estate scorsa, in collaborazione con il Museo di Storia della Scienza di Firenze (che sorge proprio lì, al fianco degli Uffizi), dedicato alla figura di Galileo. Ma il “nostro” Galileo non sarà il serio e paludato scienziato: verrà fuori lo spirito da “toscanaccio”, da uomo “vivo”, fra semiserie dissertazioni sul moto dei fluidi e le osservazioni, poetiche questa volta, della luna.

Mario Librando – direzione artistica Zauberteatro





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