Massimo Grigò
Dopo il diploma alla Bottega teatrale di Firenze diretta da Vittorio Gassman e dopo essersi specializzato con insegnanti come Bruno De Franceschi, Vincenzo Cerami, Nicola Piovani e Maurizio Balò, dal 1988, anno del suo debutto, si è dedicato quasi esclusivamente al teatro seguendo due distinti percorsi che, in alcuni casi, si sono intrecciati. Il primo si è sviluppato nell’ambito del teatro di ricerca, Dramma per pazzi di Gordon Craig regia Gianfranco Pedullà rappresenta il suo debutto in teatro. Poi incontra Remondi e Caporossi con cui ha lavorato continuamente per sei anni e successivamente entra a far parte della compagnia Lombardi-Tiezzi con cui realizza Scene di Amleto (progetto triennale), Arcadia di Tom Stoppard per Radio Rai e Amleto.
Con Barbara Nativi ha preso parte allo spettacolo Carezze di S. Belbel e a varie edizioni di Intercity Festival. H lavorato ne La Tempesta, Opus Florentium (testo di Luzi) e Un poeta in fuga (da Roberto Carifi), regia di Giancarlo Cauteruccio. Il secondo percorso è maturato dall’incontro con Angelo Savelli e i suoi lavori sul recupero e la valorizzazione della cultura e della lingua della tradizione toscana (Machiavelli, Aretino, Boccaccio, Emma Perodi, Augusto Novelli). In questo percorso importanti sono state le collaborazioni con Ugo Chiti e l’Arca Azzurra (Allegretto per bene…ma non troppo) e artisti del calibro di Marisa Fabbri e Carlo Monni in Gallina vecchia, e Giovanni Nannini ne La Mandragola regia Gianpiero Solari. Con Monni si è creato un connubio artistico che ha portato alla realizzazione di vari spettacoli. Esperienze importanti sono state anche quelle nell’ambito del teatro musicale per la regia di Angelo Savelli: La danza delle libellule di Lehar e Il ritorno del turco in Italia da Rossini. Nel cinema ha lavorato con i fratelli Taviani in Fiorile e Le affinità elettive; ha recitato inoltre a fianco di grandi nomi come Sandro Lombardi, Milena Vukotic, Dominique Sanda, Isabelle Huppert, Fabrizio Bentivoglio, Anna Bonaiuto, Jean Hughes Anglade.
Per Zauberteatro è stato "il poeta" in "Riso Olimpico", regia Michele Andrei (2005-6), Galileo in "Del risciacquar la toga in Arno" per la regia di Sergio Ciulli (2009-10) e l'"esploratore" in "Mitica!" per la regia di Paolo Lelli (2011).