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Come in America
spettacolo itinerante sul fiume Arno
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testo
Manuela Critelli
da una idea di
Silvia Guidi
Michele Andrei
con
Silvia Guidi
Fabio Mascagni
allestimento scenico
Mario Librando
Massimo Carotti
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Due anime che attraversano il fiume.
L'Arno, luogo sospeso tra l'aldilà e un presente che ritorna, e diventa storia.
Il Fiume infinito, che è al tempo stesso l'oggetto che dà il via alla narrazione, e colui che in un'estrema beffa accoglie le loro anime, le accompagna, per poi farsi di nuovo arbitro del loro destino.
In questo gioco di specchi, due personaggi, che del fiume hanno ormai la trasparenza, come ci si immagina la consistenza di un Geppetto rimasto troppo a lungo nella pancia del pescecane, si raccontano.
E ci si immagina che si raccontino all'infinito, come quel fiume che li trasporta, al di là e al di qua della vita, costretti a ricominciare ogni volta che il fiume gira su sé stesso, e a ripetere a memoria la nenia della loro storia.
Due storie destinate a non incontrarsi, due mondi paralleli. Lui che insegue l'America e la sua Carol Lombard, buona per tutte le stagioni e che non invecchia mai, in un paese dei balocchi dove si può fare tutto gratis.
Lei, una famiglia di signori, donna sanguigna e passionale, sogna un uomo come il padre, pettorali e spalle larghe.
Destinati a rimanere vicini, eternamente giovani, eternamente diversi.
Due Paolo e Francesca all'incontrario, continuamente inghiottiti e resuscitati dallo stesso fiume, due figurine grottesche fossilizzate nella ricerca di un'impossibile unione, e disperse dai flutti come soprammobili galleggianti.
Il fiume scorre, trascina con sé la storia, come una giostra troppo veloce, in cui tutto si mischia si impasta, i colori e i personaggi si fondono, galleggiano, affondano e poi riemergono.
Poi il fiume torna a fare il fiume, e ci consegna i suoi oggetti. Lentamente accompagna di nuovo le sue anime, che ci raccontano la loro storia.
Graziano Dei, 2003
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