leggi le note guarda le foto guarda i video gli interpreti leggi gli articoli guarda il manifesto



"La conta"
di Luigi Bernardi

interpreti:
Sergio Ciulli

regia: Gianfranco Rimondi
aiuto regia: Marina Pitta



Da cinque anni, uno scrittore tiene il conto dei delitti commessi in Italia. Li analizza, li racconta, li scopre molto vicini a momenti della sua vita, gli aprono la memoria a ricordi che pensava di avere dimenticato.
Studia i delitti ma in un certo senso è come se li rivivesse, li criticasse, ne facesse una sorta di filosofia di vita. Non ne potrebbe fare a meno, eppure lo hanno stancato: "Cosa vogliono da me tutti questi delinquenti senza progetto, tutti questi cervelli bacati dall'ingordigia, tutte queste anime troppo facili da dannare?", dice alla fine di un'analisi spietata sugli assassini di cui è costretto a interessarsi.
Cosa vogliono lo scopre poco alla volta, ragionando sui moventi, sugli impulsi, chiedendosi se davvero lui ne sarebbe esente solo in virtù della propria razionalità. Così, a un certo punto, decide di azzerare il conto. E il primo omicidio della nuova serie sarà diverso da tutti gli altri.
La conta è un monologo in cui l'attore si aggira in scena in un ambiente familiare zeppo di giornali e riviste dense di quelle notizie che lo scrittore ha ormai metabolizzate e fatte sue. Pezzi di vita propri si mescolano a quelle delle vittime e dei carnefici: una bicicletta, canzoni e musiche della sua vita, ricordi, momenti comuni a una generazione di italiani vengono così intercalati da quella conta macabra e grottesca.
Come lo scrittore protagonista del monologo, anche Luigi Bernardi, scrittore, editor, giornalista ha tenuto il conto dei delitti commessi in Italia, dal 1999 alla fine del 2003.
Li ha scovati nelle pagine dei giornali, studiati, raccontati in cinque anni in cui ha pubblicato altrettanti libri che offrivano una radiografia dell'Italia criminale mai tentata in precedenza. La conta è una riflessione al alta voce, il commiato beffardo a cinque anni trascorsi in compagnia di migliaia di assassini. Qualcuno dice che più di un commiato sembra una specie di vaccino, forse tardivo.

Mario Librando