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"Rassegnatevi alla nuova condizione naturale
e cominciate il vostro nuovo regime di vita"

"Isola"
da "L'ile des esclaves"
di Pierre Carlet de Chamblain de Marivaux
e dalle utopie di
Francesco Algarotti, Francesco Bacone, Tommaso Campanella, Tommaso Moro, Platone, Jonathan Swift e Giovan Battista Vico


interpreti:
Claudio Spaggiari (Ificrate)
Alessio Sardelli (Arlecchino)
Paola Ugolini / Rosy Ranaudo (Eufrosina)
Gabriella Bartolini (Cleante)
Sandro Carotti (Trivellino)
Paolo Boschi (fisarmonica e pianoforte)

regia: Niccolò Rinaldi
ideazione percorso scenico: Mario Librando
musiche e testi originali: Paolo Boschi
costumi: Antonio Musa
allestimento tecnico: Massimo Carotti e Stefano Mammoli



Prodotto nel 1994, su commissione del Comune di Firenze, "Isola" ha una struttura itinerante e si inserisce a pieno titolo nel filone degli spettacoli all'aperto nei parchi, da sempre, una delle caratteristiche principali dello Zauberteatro.
Testo poco conosciuto ma di vivissimo successo all'epoca, "L'isola degli schiavi" di Marivaux è il punto di contatto fra il mondo statico dei personaggi della Commedia dell'Arte e il cambiamento offerto dall'illuminismo, in un periodo in cui le scoperte geografiche svilupparono il mito dell'isola deserta e delle società perfette altrove.
Proprio partendo da questi spunti, ci è sembrato doveroso (ed assai accattivante) integrare, in un certo senso, il testo di Marivaux con le musiche originali per fisarmonica e pianoforte e con delle incursioni nei testi di sognatori quali Moro, Swift e molti altri.
Tutto lo sviluppo dello spettacolo è in bilico fra l'innata comicità dei personaggi, di spiccata derivazione italienne (non è certo un caso che il servo, spesso ubriaco ma non certo stolto, si chiami Arlecchino), ed una vicenda che, se per certi aspetti può essere considerata quasi basata su ideali rivoluzionari tardosettecenteschi o addirittura su ideali protosocialisti, non scade mai sul mero didatticismo. La vicenda è presto riassunta. Naufragati su un'isola nella quale alcuni ex-schiavi hanno instaurato una repubblica egalitaria e perfetta, Arlecchino e il suo padrone sono sottoposti a una paradossale rieducazione: entrambi devono scambiarsi i ruoli, come accade a un'analoga coppia femminile serva-padrona, in un comicissimo rovesciamento. Ma protagonista nello spettacolo dello Zauberteatro è il fantastico dell'isola, con il concorso dei costumi e delle musiche. Si sviluppa così il viaggio con i suoni e i canti dell'isola: lo spettatore è invitato a scoprire nel parco l'avventuroso percorso, seguendo fisicamente le peripezie di Arlecchino e compagni dal naufragio in poi, fino ad approdare a una speciale proiezione sulle isole utopiche e ad una festa danzante per tutti, all'insegna del mondo virtuale per eccellenza: la musica.

Zauber, agosto 1995