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"La leggenda di Wang-Fò"
da "Novelle orientali" di Marguerite Yourcenar
adattamento Sandro Carotti

interpreti:
Sandro Carotti (attore)
Stefano De Bonis (tastiere)
Riccardo Parrucci (tastiere)
Stefano Rapicavoli (batteria)

allestimento: Mario Librando, Massimo Carotti



“La leggenda di Wang-Fò” è un libero adattamento e traduzione che mi sono permesso di fare, anche nel titolo, di un racconto che Marguerite Yourcenar scrisse in un periodo in cui si recava spesso in Grecia passando per la strada dei Balcani.
La Grecia e i Balcani erano considerati, almeno nel XVIII o nel XIX secolo, terra islamica.
La favola di Wang-Fò, il cui titolo originale è “Come Wang-fò fu salvato”, fa parte di una raccolta di 10 racconti riuniti nel libro intitolato semplicemente “Novelle orientali”, che la Yourcenar pubblicò nel 1938.
“Come Wang-Fò fu salvato”, è un racconto che può essere considerato come un omaggio alla letteratura cinese da parte della grande scrittrice, prima donna ad essere stata eletta tra gli “immortali” dell’Académie Francaise. Si tratta della ritrascrizione di un antico apologo taoista legato alla tradizione della vecchia Cina, che la Yourcenar riadatta e sviluppa liberamente. L’occasione e il motivo di questi “esercizi stilistici”, sono il viaggio nel genere letterario, inteso come rivisitazione e riscrittura “al modo di” alcuni esempi di generi letterari del passato, che potremmo considerare come esempio e il punto di congiunzione ideale fra occidente e oriente. Il nostro punto di vista che ci guida in questo viaggio musicale e della narrazione orale, è quello del cantastorie che fino al secolo scorso riusciva ad affascinare la platea degli ascoltatori solo ed esclusivamente attraverso l’uso della voce e talvolta servendosi di un ridotto accompagnamento musicale. La riunione intorno al focolare domestico era il momento che univa la comunità di parenti e amici di ogni età, che partecipavano emotivamete ascoltando i vecchi che narravano le gioie e i dolori di personaggi fantastici che erano i protagonisti di antiche leggende che venivano tramandate di padre in figlio.
Alla maniera antica, ma con mezzi e con una consapevolezza moderni della “rivisitazione”, anche noi vogliamo ripercorrere l’esperienza di questi antichi affabulatori usando anche alcune suggestioni musicali che partecipano al “momento evocativo e figurativo del racconto”. L’esperienza e la collaborazione con musicisti di estrazione prevalentemente jazzistica, orientati anche verso la ricerca etnica, non è una novità per noi, ma questa volta, più che in passato, la musica nasce direttamente dalla suggestione evocata dalla voce. Ho chiesto ai musicisti di cogliere l’attimo evocativo di un’immagine o di un personaggio che agisce in un dato momento della storia, cercando di costruire in diretta, alla maniera di un buon improvvisatore jazz, l’atmosfera emotiva che si crea, sera per sera e in maniera sempre variabile, fra il narratore e gli uditori.
Gli unici elementi scenografici che incorniceranno la lettura, cercheranno di suggerire un’atmosfera di pace e di tranquillità, premessa e punto di partenza, “alla maniera orientale”, per il vero viaggio nella fantasia che si sviluppa attraverso l’ascolto.

Sandro Carotti