"Attrazione dell'abisso"
da "Io, prete gay" di Marco Politi
di e con
Massimo Stinco
disegno luci
Marco Faccenda
grafica
Nicola Fanin
Firenze, parco di Villa Fabbricotti
26 e 27 giugno 2007
"Attrazione dell'abisso" è un viaggio dentro un'anima alta, messa a dura prova da un destino difficile, la voce di un uomo disarmante e sincero fino alla spudoratezza.
Un prete dall'identità anonima si racconta a un giornalista, ma soprattutto a se stesso, per la prima volta. Apre finalmente quell'immenso contenitore di emozioni, ricordi, dolori... per ritrovarsi, capirsi, accettarsi. Racconta la sua caduta nell'abisso e il proprio involontario masochismo. Ma allo stesso tempo ci parla di quell'esigenza di contatto umano, di desiderio di essere toccati, posseduti, amati. "Attrazione dell'abisso" parla di vuoto esistenziale ma anche di amore, e la questione dell'amore è centrale nella vita di un prete. Ascoltiamo la voce di un uomo che divulga i i suoi più intimi segreti, violando il suo pudore, lasciando che altri entrino nel mondo delle sue esperienze fisiche e sessuali nonchè nella propria sfera mistica e spirituale.
Quest'uomo rivisita la sua storia in profondità, fa i conti con la sua vita e lo fa "...per capire meglio e per ringraziare Dio dei suoi doni". Per comprendere i momenti in cui è andato fuori strada e bisognava ritrovare il fiato per ritrovare la rotta. "La vita , la nostra vita si rispecchia nella storia della volpe e del cacciatore. La volpe inseguita scappa e scappa e alla fine non ce la fa più, torna indietro e si getta nelle braccia del cacciatore. E allora scopre che il cacciatore non la caccia e neanche la scaraventa lontano, perchè è il Padre".
"Attrazione dell'abisso" è la confessione cruda, aspra, sincera, appassionata di un prete costretto a trascinare la sua anima di fronte a uno specchio.
Un atto di coraggio.
Quest'uomo è un prete e soffre perchè è prete e vuole vivere la sua esistenza di prete. Come omosessuale ha provato la durezza dell'emarginazione e come prete omosessuale ha tentato a lungo di reprimersi. Il tabù opprime finchè non è svelato e messo in causa pubblicamente. Solo la parola può dare liberazione. Ecco perchè quest'uomo trova il coraggio di confessarsi.
Nella Chiesa cattolica il prete omosessuale è un triplice traditore. Rompe il sacro impegno del celibato, tradisce la maschilità dell'istituzione, attenta all'icona di Cristo di cui il prete dovrebbe essere il rappresentante. Chi si sente caduto nell'abisso a volte non riesce a terminare l'esistenza , altri si rifugiano in una doppia vita egualmente distruttiva.
Perchè all'inizio del terzo millennio nella Chiesa cattolica l'essere omosessuale non è una delle condizioni umane possibili, ma è bollata come depravazione, disordine morale, e vissuta come devianza drammatica e fonte di angoscia permanente.
"Al Santuario delle Tre Fontane di Roma c'è una statua di san Giuseppe con il Bambino. Il figlio guarda in su, il padre ha un gesto di grande tenerezza. Tiene la mano dietro la testa del fanciullo e il loro sorriso si incrocia. Sguardo e sorriso si intrecciano. Mi commuove ogni volta. Al di là del Tevere, nei musei vaticani, c'è la statua di un Fauno che tiene un bambino in braccio, con una dolcezza incredibile. Nel fondo del mio animo ho sempre sentito il bisogno di una protezione."
Perdersi... Ritrovarsi...
Il viaggio dentro un'anima alta, messa a dura prova da un destino difficile.
Massimo Stinco
MASSIMO STINCO -
Regista, Drammaturgo, Docente di Recitazione, Dizione, Storia del Teatro, Storia del Musical
FORMAZIONE: Accademia dei Piccoli di Firenze Scuola di Teatro e Danza; Corso Avviamento all’Espressione di Orazio Costa; Corsi e laboratori teatrali di vario genere; Corso “Voice for the Stage” c/o University of California Los Angeles (UCLA), 1991
ATTIVITA’ PROFESSIONALI: Attore in “Maria Stuarda” di F. Schiller, regia di Franco Zeffirelli (1983-84); Regista: Premio Città di Firenze per regia "Kantatryce Kalva Show", Premio Drammaturgia Emergente regia "Le note del Silenzio"-1998- e "Sole sulla collina"-1999-; Premio regia "Lalluvione"-1995-, “Le serve di Madame” (premio migliore scenografia Città Di Firenze 2004), “Reigen” -2004, “Le luci di Laramie” (2005)
Regie di spettacoli vari (circa 200 dal 1991 ad oggi). Negli ultimi anni: 2002 – “Le donne curiose”, di Carlo Goldoni; 2003 – “Le serve di Madame”, da Jean Genet (rappresentato in ville e luoghi suggestivi); 2004 – “Reigen”, di Arthur Schnitzler; 2004-2005 “Mousetrap”, di Agatha Christie (in alberghi e ville antiche); 2005 – “Le luci di Laramie”,dal testo di Moises Kaufman “The Laramie Project”; 2006 – “Brundibar” di Hans Krasa, operina musicale; “Chess” di Tim Rice.
DOCENTE DI RECITAZIONE: Corso di teatro per ragazzi e adulti c/o Accademia dei Piccoli dal 1988 al 1999; Laboratorio teatrale “Ibsen on Stage” in Olanda (1999); Corso di teatro c/o MMproduzioni (dal 1992 al 1998); Stage estivi organizzati presso agriturismi toscani; Corso di teatro, dizione, storia del musical per ragazzi, giovani e adulti; c/o Max Ballet Academy (dal 1999 al 2005); Corso di Teatro per portatori di handicap c/o Cooperativa Di Vittorio; Sesto Fiorentino (2003-2004); Centro Estivo per bambini e ragazzi dai 6 ai 12 anni (sul “Mago di Oz”) c/o Max Ballet Academy (estate 2005).
AUTORE DI TESTI TEATRALI: “Lalluvione”, “Aspern”, “Le note del silenzio”, "Helly", "Sole sulla collina", “High School”, “Il segreto di Gitty”,“Eclissate”, “Tutti dicono di no”.