
produzione Perelandra Teatro
"Le porte della percezione"
di Francesco Barilli da Aldous Leonard Huxley
con
Chiara Macinai (Dan)
Luisa Cattaneo (Helene)
Alessandra Bernardeschi (Lidia)
Teresa Fallai (Julia)
disegno luci
Marco Faccenda
riprese video
Francesco Maffei
video e fonica
Saverio Damiani
ufficio stampa
Marco Gemelli
assistente alla regia
Virginia Puccianti
regia
Chiara Macinai
Firenze, parco di Villa Fabbricotti
2, 3 e 4 luglio 2008
L’assunzione di droghe non è legato a fenomeni di autodistruggimento, di esclusione sociale: al contrario, i farmaci sono necessari per essere integrati in una società che cerca di nascondere, addormentare il dolore, annullando le inquietudini, le angosce del vivere quotidiano. Correggere le imperfezioni fisiche, vincere per sempre la depressione e le malattie: diffondere ovuque il benessere, anche a costo di azzerare la capacità di amare.
Le porte della percezione è un esperimento teatrale in cui si cerca di mettere in scena alcune riflessioni di Aldous Huxley sul valore della sofferenza come catarsi e liberazione dell’essere umano. In un mondo futuro sempre più anestetizzato e tenuto lontano dai mali del mondo, il racconto di una distopia sul viaggio interiore di una donna sulle tracce di Jiddu Krishnamurti, per liberarsi dal peso dei farmaci.
La sfida è: come evitare il rischio di oscuri cripticismi nel trattare simili riflessioni intellettuali e interiori?
La regia di Chiara Macinai (Orazio Costa, Franco Di Francescantonio, Gabriele Lavia, Gabriella Bartolomei) spinge sulla veridicità del linguaggio, uno stile interpretativo che a dialoghi essenziali (il testo è un radiodramma pubblicato nel 2007) contrappone visioni, suggestioni, magia.
Chiara Macinai