produzione Zauberteatro

"La Divina Commedia:
oratorio burlesco"


da "La Divina Commedia" di Venturino Camaiti


con
Sandro Carotti

clarinetti
Luca Becorpi


coordinamento registico
Niccolò Rinaldi

musiche originali
Claudio José Boncompagni

allestimento
Massimo Carotti e Mario Librando




Firenze, fiume Arno
12, 19 e 26 luglio 2012



Camaiti non è ammesso nella patria della grande letteratura. Né lui né i suoi compari - scrittori dialettali, animatori un poco casinisiti di fogli imbrattati di vin santo da osteria dai quali il verso vien fuori schietto, subito riconosciuto dall'uditorio del posto e ignorato dalle accademie e dalle enciclopedie. Venturino Camaiti è un nome (che già in sé è una suggestione: ce lo vediamo arguto e baffuto, vestito come ci si vestiva negli anni venti, decoroso e senza pretese) che non figura nelle enciclopedie. Eppure da lui la poesia sgorgava naturale e fresca, e con essa anche un'attenzione colta e sensibile alla grande tradizione letteraria della Toscana, come testimonia il suo fornitissimo "Dizionario etimologico-pratico-dimostrativo del linguaggio fiorentino". Si tratta di un'opera colta e utilissima, oggi rigorosamente introvabile. Una prova di più del ghetto nel quale il nostro Venturino è stato recluso, bollato probabilmente come dilettante, certo non meritevole di beccarsi una strada fiorentina in suo nome.
Invece se la meriterebbe. Tuttavia Camaiti non sembra tipo da prendersela, sa di avere le spalle larghe e ben coperte. Dietro di lui c'è un mondo antico e solidissimo di cultura popolare quotidiana, un mondo che vien da lontano e che sa riconoscere i suoi, consapevole di dove provocare e meleggiare e di dove fermarsi per non cadere, mai, nello scurrile, nel compiacimento gratuito del goliardismo.
Camaiti rende a Dante un buon servizio. Il divino poeta tanto più è meleggiato e tanto più è in realtà osannato. La caricatura è la forma dell'estremo omaggio, inclusa la dichiarazione implicita propria del "sei uno dei nostri", del "a te possiamo dire tutto". E non si tratta di burla grossolana, tutt'altro. Sensibile allo spirito pedagogico e didattico che voleva istruire le "masse", il nostro Venturino non si limita a una canzonatura, ma alza il tiro. La sua Commedia è completa, articolata in 100 sonetti (talvolta raddoppiati), quanti sono i canti, e rispettosa delle varie suddivisioni fra gironi e cieli e quant'altro. Il suo sonetto è un riassunto fedele del canto. Camaiti non tralascia un nome, non ignora nessuno degli episodi fondanti il poema. A tal punto che per la nostra versione in Arno, abbiamo dovuto sfoltire qua e là - mentre nella tournée tedesca ci siamo piccati d'una versione integrale. Per di più, in questa trama completa, Camaiti non è gratuito nel suo commentare. Infierisce sulle contraddizioni palesi di Dante, della chiesa e talvolta perfino della giustizia divina; abbassa le braccia arrendendosi sconsolato davanti a disquisizioni teologiche incomprensibili e per i più assurde; mette il dito nel destino paradossale di certe anime condannate, come Paolo e Francesca puniti in modo da cornificare in eterno il povero marito di lei. La psicologia sommaria dei personaggi principali (Dante fra l'assonnato, il cacasotto e il divertito, Beatrice saputella, Virgilio pedante e trombone) non è del tutto peregrina, come non lo è mai nel caso delle maschere.
Chi esce dalla lettura o dall'ascolto della Commedia del Camaiti avrà pertanto una percezione precisa e completa dell'ambizioso disegno della Divina Commedia stessa. Lo spettacolo avrà avuto una ragione di più per avventurarsi in questa impresa alla riscoperta di una cultura con la "c" minuscola che però si capisce adesso quanto è preziosa.
La messa in scena da parte di Zauberteatro della Commedia burlesca era per loro un invito a nozze. E per noi tutti il segno che il mondo del Camaiti non è ancora di ieri.

Niccolò Rinaldi, 2000




SANDRO CAROTTI - Si è diplomato nel 1982 alla Bottega Teatrale di Vittorio Gassman e Giorgio Albertazzi.
Debutta come voce recitante in "Histoire du Soldat" di I.Stravinsky con l'orchestra del Conservatorio Cherubini di Firenze diretta da Bruno Campanella e contemporaneamente è voce recitante nell'opera di Valentino Bucchi "Il gioco del barone", messo in scena dal musicologo Cesare Orselli sempre per l'orchestra del conserva-torio diretta dallo stesso Campanella. E' scritturato da Giorgio Albertazzi in Enrico IV di Pirandello recitando nei maggiori teatri italiani. Successivamente lavora in compagnia con Gabriele Lavia ne "Il Diavolo e il buon Dio" di J.P.Satre interpretando il ruolo del co-protagonista. Lavora per due anni con Massimo Ranieri in "Rinaldo in campo" per la regia di Pietro Garinei. Nel 1986 fonda il gruppo Zauberteatro insieme a Niccolò Rinaldi e Mario Librando, da questo momento è il protagonista di numerosi spettacoli e aiuto regista. La caratteristica principale del gruppo è di un teatro itinerante in spazi di particolare interesse storico-ambientale.
Insieme al compositore Claudio Boncompagni partecipa a numero-se partiture originali in cui musica e voce interagiscono, creando di-versi eventi. Sempre come voce recitante lavora con altri composi-tori di musica contemporanea e jazz quali: Andrea Cavallari, Marco Ligabue, Francesco Giomi, Jonathan Faralli, Mario Ruffini, Maurizio Giammarco, Fulvio Sisti.
Studia privatamente con Gabriella Bartolomei e approfondisce lo studio sull'uso espressivo della voce. Realizza insieme a Mario Verdone lo spettacolo sul Futurismo "Scintille futuriste" rappresen-tato a Parigi al Theatre de la Bonne Graine.
Insegna presso l'Istituto d'Arte, Moda e Costume di Montemurlo.
Ha inciso l'intera collana di CD "Storia della letteratura italiana e Straniera" in qualità di voce recitante, distribuita dal quotidiano "La Repubblica". Svolge anche attività di doppiaggio e speakeraggio.


LUCA BECORPI - Diplomato in clarinetto presso il Conservatorio "L. Cherubini" di Firenze con R. Benelli, si è perfezionato nel repertorio del '900 e contemporaneo con Ciro Scarponi.
Ha svolto attività concertistica in vari complessi da camera e orchestrali; ha curato la pubblicazione di revisioni per le case editrici Bérben e Ottocento.
Con il Trio Hausmusik ha inciso nel 1999 un CD per l'etichetta Map; per la stessa etichetta ha realizzato un CD con musiche di autori contemporanei con chitarra e clavicembalo.
Con Zauberteatro è partecipe di numerose esperienze interdiscipli-nari in collaborazione col compositore C. J. Boncompagni. In particolare ha eseguito le musiche di scena di 'La Divina Commedia: o-ratorio burlesco' sul fiume Arno a bordo delle barche dei Renaioli (dal 1999 ad oggi).






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